Urbino, Museo della Città
mjrasurbino, 15 September 2011
Description Urbino, Museo della Città:
Nel centro di Urbino è stato realizzato il Museo della Città
come segno di identità non solo per gli urbinati, ma per tutti coloro che la
attraversano per un tempo anche breve: studenti e professori di ogni ordine di
scuole, turisti e pendolari del lavoro.
Il Museo formula la premessa – suggerendo una mappa
d’orientamento - alla scoperta della città, inscritta, come dice Calvino, sulle
linee della mano: esperienza assolutamente individuale, quindi, e irripetibile
per ciascuno.
- Perché un viaggio ad Urbino? – alla domanda Cardarelli
risponde:- Perché è un viaggio alle origini-
Il palazzo che ospita il Museo, appartenuto alle famiglie
Bonaventura e Odasi, contiene i segni della storia della città: la splendida
loggia di ingresso conserva quasi intatto l’originario soffitto di legno
decorato con i simboli delle nobili famiglie proprietarie uniti a quelli dei
Montefeltro, il cortile interno mutua lo spazio dal gusto gotico tardo, il
salone, che si affaccia sulla sottostante via Budassi, è penetrato dai segni
delle antiche mura romane.
Superato l’ingresso sito in via Valerio, si percorre un
tratto di strada interna all’edificio, alla quale è stato attribuito il nome di
“Volta Urbino”. La stanza del bookshop accoglie il visitatore, offrendogli,
oltre alla vista del plastico della città che restituisce la forma urbis,
la letteratura di base sulla quale si è mosso il lavoro di progettazione. Alle
prime curiosità rispondono i percorsi in video.
Giunto nella corte interna il visitatore può fermare lo
sguardo sulle mappe che riassumono le vicende urbanistiche della città e ricordano
i punti salienti della vita associata. Sulla cornice marcapiano del cortile
corre la citazione dal poemetto La paura di Paolo Volponi a segnare il
tempo dell’oggi, in evidente contrasto con le certezze dell’uomo
rinascimentale, dettate dagli umanisti a gloria di Federico nell’iscrizione del
cortile d’onore del Palazzo ducale.
Sulla corte si aprono tre stanze: la prima, dedicata alla
città di Fedora (cfr.Le città invisibili di Italo Calvino), è connotata
dai progetti di intervento urbano mai realizzati. Nella stessa stanza sono
messi in scena, con la ricostruzione del mazzocchio e della sfera armillare, i
tratti scientifici del Rinascimento urbinate. Dentro e fuori dei corpi
geometrici si distende la visione d’insieme del territorio e l’effetto di
dettagli di luce della città. Una seconda stanza mette a fuoco la tipicità
dell’espressione artistica attraverso il mezzo dell’incisione, abilità
profondamente radicata in città e capillarmente irradiata nel mondo.
La terza offre alla vista il complesso meccanismo, in
movimento, dell’antico orologio collocato un tempo nel campanile del Duomo a
segnare le ore, sovrastato dall’albero genealogico della città che si dipana
dall’immagine del pluricentenario platano del giardino superiore, mentre sulle
pareti ospita la mappa degli antichi rifornimenti idrici e, fra i segni
lasciati dal tempo che un obiettivo ha catturato, i ritratti, gli sguardi di
antichi abitanti.
Ritornato all’aperto, il visitatore, prima di scendere al
piano sottostante, può informarsi sulle vicende del palazzo e, fra i resti
lapidei, qui ritrovati, in caduta sulla parte di strada chiusa dalla lastra
trasparente, restare colpito dalla raffinata eleganza delle modanature.
Il salone, in parte interrato che si affaccia su via
Budassi, contiene una serie di sculture lignee di Umberto Mastroianni a partire
da quella che è stata modello per il bronzo collocato al Parco della
Resistenza. Le opere, drammaticamente ispirate alle lacerazioni inflitte dalla
guerra e segni dell’insonne ricerca dello scultore, sono visibili in sequenza
come carni vive appena macellate.
L’eleganza dei ritmi dei Legni è sottolineata dalla
citazione di uno dei gruppi più famosi dell’antichità, Il Laocoonte,
che consente al visitatore di sperimentare la continuità di un linguaggio che
le forme astratte riaffermano con la forza e l’essenzialità delle linee
strutturali.































